Buongiorno amiche ed amici!

Oggi vi racconto la terza ed ultima parte del mio viaggio in Toscana: Pisa.

Con la città di Pisa, ho un rapporto speciale, perchè subito dopo il Liceo, vi ho vissuto un anno, ed ho avuto modo di ammirarne pregi e difetti. 

Come tutti sappiamo, è una delle più belle città d’arte in Italia. In essa convivono storia, ed innovazione. Si alimentano di storia, i milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, che ogni giorno affollano i luoghi più caratteristici; e si alimentano di innovazione e ricerca, tutti quei giovani che scelgono di frequentare le rinomate Università pisane. 

Veniamo a noi..

Siamo arrivati a Pisa nel tardo pomeriggio (in treno, tornando da Lucca). Fortunatamente il nostro alloggio era vicino alla stazione centrale e dopo aver fatto un breve riposino, siamo andati a cena in una super pizzeria.

Date un’occhiata al menù se non mi credete!

Era tutto una vera delizia! (Super consigliato anche per il rapporto qualità-prezzo).

Dopo aver mangiato “come se non ci fosse un domani” Cit., abbiamo deciso di fare una bella passeggiata sul Lungarno per smaltire un po’. 

Il giorno dopo, abbiamo visitato la città: la graziosissima chiesa “S. Maria della spina” sull’argine del fiume, “Borgo stretto” con i suoi portici pieni di locali e negozi alla moda, Piazza dei Cavalieri, e l’immancabile Piazza dei miracoli con il duomo, la torre pendente, ed il battistero di S. Giovanni.

In poche parole, in un giorno, ho rivisto tutti quei posti che ho lasciato 10 anni fa, e che sembrano essere rimasti fermi nel tempo, a differenza mia, che mi sento tutta un’altra persona dal 2007 ad oggi.

Consiglio n.1:

Visitare Pisa nella notte della “Luminara di S. Ranieri”, il 16 Giugno. In quella notte tutta la città risplende, illuminata soltanto dalla luce di migliaia di lumini di cera. Curiosità… è usanza anche indossare qualcosa di luminoso, fino a  fine della serata, che è sancita dagli strabilianti giochi pirotecnici sul fiume, ritrovo da sempre dei giovani “universitari”.

Consiglio n.2:

Assaggiare la “Cecina“, un piatto tipico toscano, ma diffuso principalmente a Pisa, a base di ceci. Piatto tanto povero quanto gustoso!

Rammarico di Pisa… non esser MAI salita sulla Torre pendente! Ok, non ho scuse, se non quella di dire “semplicemente non è capitato”.

Inoltre non ho mai visto il murales di Keith Haring “Tuttomondo”, uno degli ultimi lavori dell’artista scomparso nel 1990.

Consiglio n.3:

Fate come me, lasciando in ogni tappa qualcosa di importante da vedere/fare, avrete sempre una scusa per poter ritornare in un luogo. Scaltro no?!

Comunque, prima o poi salirò sicuramente sulla torre ed ammirare la città da una prospettiva del tutto originale. 

Per quanto riguarda i colori di questo viaggio, ho scelto: bianco, verde, nero e arancio.

Bianco come il marmo usato per i monumenti più importanti; il verde, come il curatissimo prato di Piazza dei miracoli; il nero e l’arancione, perché il contrasto di luci ed ombre, prende vita non solo nella notte della luminara, ma ogni sera nel tratto di città che costeggia il fiume.

Mi auguro che abbiate trovato qualcosa di interessante leggendo i miei articoli sulla Toscana. Per me è stato un “Tor Tour”, un tour incantevole, ma anche moltoo stancante.  Un’incantevole “tortura”. 

Alla prossima, 

Vita Maria

Author

Giovane creativa, amante della grafica e del Social Media Marketing.
Laureata in Scienze della comunicazione presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.

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